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COME OTTENERE UN PRESTITO PER DISOCCUPATI ?

L'ottenimento di un finanziamento da parte di agenzie finanziarie è difficile ai giorni odierni in assenza di un occupazione lavorativa a tempo indeterminato. Le agenzie di mediazione creditizia concedono prestiti esclusivamente a chi ha un contratto di lavoro.

Il disoccupato puo' ugualmente accedere ad alcuni servizi di prestiti personali presentando dei garanti alle agenzie di mediazione creditizia o avvalendosi del cosidetto "mutuo di liquidità". Il mutuo di liquidità consente di accedere a delle forme di finanziamento solo ai richiedenti che dimostrano di essere in possesso di un immobile non impegnato.

Le finanziarie non versano prestiti a disoccupati principalmente per un motivo, ovvero il fatto che si valuta la capacità di rimborso del richiedente e di conseguenza se l'utente non ha un lavoro a tempo indeterminato risulta molto difficile che il pagamento della rata sia sostenibile.

Il Prestito Online è la Crisi

La crisi finanziaria sta lasciando segni tangibili anche nel mercato dei prestiti: in calo infatti il numero di prestiti personali richiesti dalle famiglie italiane. Questo fenomeno è un’ovvia conseguenza del crollo economico nonché della divulgazione della cultura di internet: in un contesto così disastroso si è registrato un progressivo aumento delle quote di mercato dei prestiti concessi tramite internet. La divulgazione di tale fenomeno è imputabile alla natura stessa del mezzo: i richiedenti, infatti, sono in grado di confrontare direttamente tutte le offerte per poi scegliere quella che si adatta meglio alle esigenze di ognuno.

Oltre a facilitare il reperimento delle informazioni necessarie e delle normative, internet fa risparmiare ai soggetti coinvolti nel prestito, grazie al taglio sui costi del personale di agenzia nonché sui costi per il mantenimento delle sedi operative. Sono gli stessi richiedenti a compilare la domanda attraverso facili tool sempre a disposizione. Naturalmente gli iscritti pagano ai siti una percentuale per le operazioni effettuate che ammonta attorno all’1% per chi concede il prestito, mentre varia per chi riceve il denaro in base all’affidabilità.

Le banche e le agenzia finanziarie ormai lo sanno, per questo motivo tendono sempre più a favorire il canale online. Questa nuova filosofia di prestito ha in parte emarginato le istituzioni promuovendo una forma di prestito tra privati: il social lending. Esso è paragonabile ad un prestito o un mutuo fra amici o parenti, rappresenta quindi un servizio sempre più autentico e trasparente. A spingere i piccoli risparmiatori nell’ investimento del proprio denaro in questo modo è indubbiamente il desiderio di farlo fruttare piuttosto che lasciarlo fermo nelle banche in una forma del tutto differente da quella fino ad oggi proposta con fondi ed azioni. Paradossalmente con l’aumento del grado di trasparenza cresce anche il rischio percepito nell’utilizzo di questi sistemi: alcune indagini di mercato dichiarano che gli utenti si sentono meno tutelati a causa della mancanza di intermediari fisici durante il processo di scambio.

In Italia lo sviluppo del social lending ha avuto terreno fertile soprattutto perché i tassi di interesse delle banche e delle finanziarie sono maggiori rispetto alla media europea. Per alcuni mesi la sua crescita non ha impensierito i grandi istituti di credito, fino a quando, circa un anno fa, la Banca d’Italia ha ritenuto necessario bloccare questo nuovo modello destinato ad esplodere togliendo enormi risorse al sistema creditizio italiano. Negli ultimi mesi vi sono state importanti variazioni normative, a seguito dell’entrata in vigore della direttiva 2007/64/CE del Parlamento Europeo con la creazione di una nuova tipologia di operatore finanziario a livello europeo, l’Istituto di Pagamento: al momento i tre principali servizi di social lending in Italia (Boober, Kasbia e Zopa) si stanno attivando per rientrare in questa categoria con lo scopo di riprendere le attività a partire da ottobre di quest’anno.


 

 

 

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